13 gennaio 2008

Alfredo Ormando: 10 anni di assordante silenzio


Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l’aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l’omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver ambito a diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso.

Così scriveva Alfredo Ormando in uno di quei libri che nessuna casa editrice accettò mai di pubblicare.

Soltanto l’aiuto della madre, pensionata ultraottantenne che decise di sostenerlo economicamente nell’impresa, potrà consentirgli di veder realizzato, almeno in parte, il suo grande desiderio di raccontare le emozioni e le contraddizioni della sua esistenza.

Un traguardo costato tanti, troppi sacrifici, come del resto è stato per ogni singola tappa della sua breve ma travagliata storia.

Nasce nella provincia di Caltanissetta, da una famiglia umile, i genitori analfabeti, prima contadini e poi operai. Solo a vent’anni riesce a conseguire la licenza media come privatista e poi, allo stesso modo, il diploma a 35. La laurea invece gli sarà conferita postuma, dopo la sua morte, alla memoria. Un esame di latino scritto andato male non gli consentì di goderne in vita.

Nella sua terra affronta e combatte il provincialismo e il pregiudizio ostile della sua gente e soprattutto conosce quello, più doloroso, che gli impedirà di vivere appieno la sua fede.

«Ho sperimentato in prima persona cosa significhi salire e scendere le scale altrui, sentirsi un «marocchino» nel proprio Paese... vivere all'ombra di mia madre, essere umiliato, vilipeso, osteggiato, emarginato e porre fine ai miei giorni con il suicidio»

Ed è così che il 13 gennaio del 1998, dopo aver chiesto in prestito centomila lire ad un affittacamere di Palermo e non prima aver avvisato la madre di un suo imminente viaggio per studio, Alfredo parte per Roma.

Là compra ad un distributore automatico la benzina, nasconde poi la tanica in una borsa e infine si avvia verso Piazza San Pietro.

Si fa torcia umana. Una donna lo vede correre avvolto dalle fiamme verso il centro della piazza.

I soccorsi partono immediatamente.

Qualcuno raccoglie le sue ultime parole: “Non sono neanche stato capace di morire

In realtà il suo obiettivo sarà raggiunto solo più tardi del previsto, come sempre pagato a caro prezzo:

9 giorni di atroci sofferenze. Gli ultimi.

Dopo la sua morte, quando ancora non si era a conoscenza dei suoi scritti, il portavoce della sala stampa vaticana si affrettò a sostenere la mancanza di un nesso tra il gesto di Alfredo e la sua omosessualità, e soprattutto escluse la possibilità che si potesse trattare di una forma di protesta contro la Chiesa Cattolica.

Pochi giorni dopo l’ANSA riceve alcune delle lettere spedite da Alfredo e decide di pubblicarne una parte.

LETTERA AUTOGRAFA DI ALFREDO ORMANDO AD UN AMICO:

Palermo, Natale 1997

Caro Adriano, quest'anno non sento più il Natale, mi è indifferente come tutte le cose; non c'è nulla che riesca a richiamarmi alla vita.

I miei preparativi per il suicidio procedono inesorabilmente; sento che questo è il mio destino, l'ho sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico è là ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha dell'incredibile.

Non sono riuscito a sottrarmi a questa idea di morte, sento che non posso evitarlo, tantomeno fare finta di vivere e progettare per un futuro che non avrò: il mio futuro non sarà altro che le prosecuzione del presente.

Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita terrena e ciò non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo perché ho deciso piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo.

Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia.

Alfredo

Dopo la pubblicazione gli organi di stampa vaticana non hanno mai più trattato l’argomento, scegliendo di chiudersi in uno spregevole silenzio che compie oggi dieci anni.

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9 commenti:

abs/prostata/antiblogger ha detto...

Tristezza infinita...

Anonimo ha detto...

La Sua morte mi ricorda il suicidio di 2 persone care, morte per lo stesso motivo. Anche se può suonare sdolcinato.... ho acceso candele per ricordarli. Vorrei che nessuno mai più scegliesse la morte come soluzione dell'esistenza soprattutto per l'orientamento sessuale.
Franca

Anonimo ha detto...

Che dire? Il Vaticano apre le porte a Sarkò.....

Betty ha detto...

Spero che in futuro non ci sarà più bisogno di sacrifici come questo, spero che tutti possano capire che il motore del mondo è l'amore, in qualunque forma si presenti a noi, e quindi anche tra persone dello stesso sesso.

Anonimo ha detto...

VORREI DIRE A TUTTI QUELLI CHE PENSANO DI SUICIDARSI PERCHE' SONO OMOSESSUALI, O NON SONO ACCETTATI IN QUANTO TALI, DI ANDARSI A FARE UN GIRO NEGLI OSPEDALI E RENDERSI CONTO DELLE VERE DISGRAZIE E DELLE VERE SOFFERENZE DI GENTE CHE SPESSO NON HA PIU' NESSUNA SPERANZA DI VITA, PER RENDERSI CONTO DI QUANTO VALORE ABBIA LA PROPRIA VITA E LA PROPRIA DIGNITA'. VIVETE E MANDATE AL DIAVOLO CHI VI DISCRIMINA!!!

anecòico ha detto...

quoto betty pienamente

una vicenda davvero struggente, che merita di essere ricordata

un abbraccio

anecòico

IE' SU' PAZZO.... ha detto...

SOLO PER GLI OMOSESSUALI MA QUELLI CHE SONO DIVERSI PER ALTRI MOTIVI DEVONO MORIRE? IO SONO DIVERSO PERCHE' CON I MIEI STUDENTI VOGLIO RIDERE MA IL PRESIDE MI DICE CHE DEVO ESSERE SERIO .....IO SONO DIVERSO PERCHE' MI PIACE FARE IL SESSO CON TUTTE LE DONNE CHE VEDO MA MIA MOGLIE SI ARRABBIA INVECE DI FARLO CON ME ...IO SONO DIVERSO PERCHE' CHI HA I SOLDI HA SEMPRE RAGIONE E CHI NE HA POCHI DEVE MORIRE E STARE MALE MIA FIGLIA HA BISOGNO DEL DENTISTA MA LUI NON VUOLE FARGLI L'APPARECCHIO PER 500 EURO E IO DI PIU' NON GLINE POSSO DARE ... IE' SU' PAZZO PERCHE' L'ITALIA E' UN PAESE DI ASINI CHE ABBASSANO IL CAPO DAVANTI AI MAFIOSI INVECE DI GHIGLIOTTINARLI E IO NON HO IL CORAGGIO DI TORNARMENE IN FRANCIA O IN SVEZIA DOVE LO STATO SOCIALE HA UN SENSO ... IO SU' PAZZO PERCHE' I RACCOMANDATI MI FANNO SCHIFO MA SENZA RACCOMANDAZIONI DEL POLITICO DI TURNO SEI UN DISGRAZIATO ... IE' SU' PAZZO IE SU' DIVERSO MA TUTTI QUI NON ACCETTARANNO MAI LA MIA DIVERSITA' PERCHE SIETE TUTTI DEI CODARDI O DEI MAFIOSI .. PER L'ITALIA NON C'E SPERANZA

riccardo gavioso ha detto...

forse chi non è emarginato non riesce a comprendere una disperazione così grande. Queste parole aiutano a capire: aver avuto la possibilità di leggerle è una cosa davvero molto importante.

grazie, e un mesto saluto

Anonimo ha detto...

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.