
Incredibile ma sfortunatamente vero.
Esistono ancora delle popolazioni che credono alle streghe. Migliaia di bambini sono vittime della caccia alle streghe lanciata dalle chiese evangeliche nella regione nigeriana del Delta del Niger, ricca di petrolio, ma dove la popolazione locale vive in condizioni di estrema povertà.
Proprio in questi giorni, "Observer" ha pubblicato un reportage dove riporta le torture e le malvagità alle quali i bambini vengono sottoposti grazie all'ignoranza dei genitori, troppo poveri e spaventati per riuscire a contraddire chi approfitta della loro fede.
I bambini che vengono bollati come streghe dai pastori evangelici subiscono abusi, vengono abbandonati e persino uccisi nel piccolo stato nigeriano di Akwa Ibom, mentre i religiosi intascano ingenti somme dalle loro famiglie e comunità.
I minori vengono bruciati, avvelenati, frustati, legati agli alberi, sepolti vivi o semplicemente malmenati e costretti a vivere nella foresta.
Alcune famiglie mettono insieme la somma necessaria per praticare l'esorcismo, spesso pari a tre o quattro mesi di salario di un operaio, pur di cacciare lo spirito maligno che ritengono si sia impossessato del bambino. Spiriti ritenuti responsabili di qualsiasi cosa, dai divorzi alle malattie, dagli infortuni alla perdita del lavoro.
Rezarta Selam Eminaj - DEApress, 10 dicembre 2007
Capisco bene che la notizia, per quanto poco diffusa dai media nostrani, sia di forte impatto emotivo. Eppure, contrariamente a quanto si potrebbe credere, quello dei bambini considerati stregoni non è un fenomeno isolato, nè tantomeno nuovo. E' anzi una pratica diffusa in buona parte del continente africano di cui si è a conoscenza da almeno 15 anni.
Sono oltre quarantamila i bambini che in Congo, Nigeria, Liberia, Angola e Sudafrica, portano sulla pelle e sull'anima i segni dell'atroce follia degli adulti.
Sono i capri espiatori perfetti. Introiettano le accuse che vengono loro rivolte e le accettano con rassegnazione. Perchè negli adulti bisogna aver fiducia...
Riporto di seguito una testimonianza della Dott.ssa Laura Perna che dirige un ospedale pediatrico vicino Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Una testimonianza che è come un pugno nello stomaco, con la differenza che per noi 'il pugno nello stomaco' è solo una metafora, mentre per loro...
«ci dobbiamo occupare dei bambini stregoni, un fenomeno che si sta sviluppando in modo esponenziale, legato al continuo propagarsi delle sette religiose che in Africa è diventato un business odioso e diffuso. Quando in una famiglia accade qualcosa di spiacevole o doloroso, la perdita del lavoro o la morte di un parente prossimo, la colpa viene data al malocchio e si cerca dunque il colpevole. Così gli adulti vanno dai santoni delle varie chiese cristiane che proliferano e che promettono miracoli e prodigi. Quei falsi profeti individuano i bambini come i responsabili del maleficio, meglio se i piccoli sono affetti da malattie psichiche o da deformazioni fisiche che li rendono diversi. I genitori e i parenti non fanno fatica a credere che siano posseduti dal demonio. I piccoli, marchiati come portatori del male, vengono riempiti di botte, torturati, seviziati e, infine, portati dall'esorcista. È l'inizio della fine. I supplizi diventano infiniti: seviziati con ferri incandescenti, gettati nelle fiamme, aperti con coltellacci per far uscire dalle ferite il diavolo».
I torturati urlano? È il demonio che esce«Guardi cos'hanno fatto a questo bambino» aggiunge Mrs Kokò, come chiamano quaggiù la dottoressa Perna, abbassando i pantaloncini a un bimbo che avrà non più di sei anni «gli hanno tagliato il pene!» La ferita è bestiale e ci si domanda come certi esseri umani possano arrivare a tanto solo per un pugno di soldi. «Più la vittima grida dal dolore e più il santone ammonisce i suoi genitori: "Vedete? È posseduto dal diavolo e Belzebù ora sta uscendo". È ovvio che qualsiasi essere umano torturato urli dal dolore, ma gli adulti sono accecati dalle superstizioni, dai tabù e dalle credenze irrazionali. Sono disgraziati, poveri e derelitti e non riescono a capire che si tratta solo di fantasie inventate dai sacerdoti per poter guadagnare denaro a man bassa. Ministri di culti il cui unico scopo è sfruttare la disperazione di chi spera di migliorare la propria vita grazie a interventi miracolosi».
L'articolo completo di Massimo A. Alberizzi su
Cicap.