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29 dicembre 2007

Il genocidio e il Mago di Oz


Non conosco alcuna specie di pianta, uccello o animale che non si sia estinta dopo l'arrivo dell'uomo bianco.

L'uomo bianco considera la vita naturale degli animali come quella del nativo su questo continente: come un fastidio.

Non c'è alcun termine nella nostra lingua con il significato di "fastidio"


Orso in piedi, Lakota (Sioux)

Wounded Knee. Quella che sarebbe stata poi definita come l'ultima grande battaglia fra gli Stati uniti e gli indiani si svolge qui il 29 dicembre 1890. Curiosa la scelta della definizione. Noi siamo soliti immaginare la "Battaglia" come uno scontro armato fra due parti avverse. Gli americani invece ne estendono il significato anche all'uccisione a colpi di mitragliatrice di quasi trecento persone inermi, fra cui anziani, donne e bambini. Una valorosa azione militare che è valsa finanche il riconoscimento della medaglia d'onore, più alto riconoscimento militare da parte della nazione, a 23 soldati del 7° cavalleria che portarono a termine il massacro. Perchè, se vogliamo chiamare le cose con il loro nome, di questo si è trattato: un vero e proprio massacro al quale sono sopravvissuti poco più di 50 sioux rispetto ai 350 accerchiati dall'esercito.

La loro colpa fu quella di aver continuato a danzare un rituale sacro e non violento: la "danza degli spiriti", ghost dance, contravvenendo così all'ordine di smettere.

Solo due settimane prima Toro Seduto era stato ucciso insieme al figlio Zampa di Corvo.

In quei giorni il 7° Cavalleria, sotto il comando del colonnello George A. Forsyth, riuscì ad intercettare e radunare oltre trecento Sioux Teton guidati da capo Grande Piede (la foto di apertura del post ritrae il suo cadavere abbandonato sulla neve).

Vennero disarmati e tenuti sotto tiro per moltissime ore. Erano stanchi e infreddoliti.

Improvvisamente, forse anche per difendersi dalle basse temperature, cominciarono a danzare. Una danza che irritò i soldati a tal punto da puntargli contro le mitragliatrici Hotchkiss, nel tentativo di farli smettere.

L'ordine restò inascoltato. Nella gran confusione che ne seguì venne rinvenuto un fucile nascosto. Forse partì un colpo. Forse.

Le mitragliatrici spararono invece con assoluta certezza.

La carneficina ebbe luogo. I cadaveri vennero abbandonati sulla neve e sepolti in una fossa comune soltanto a primavera inoltrata. Se ne contarono 144, di cui 44 donne e 16 bambini. Un numero che comunque non tiene conto di tutti quelli che sono morti in seguito alle ferite riportate e al freddo non troppo distanti dal luogo del massacro.

Una delle sopravvissute racconta di essere riuscita a fuggire nascondendosi in mezzo ai cespugli. Portò con sé due bambine terrorizzate. Continuavano a piangere, e nonostante la donna provasse disperatamente a chiuder loro la bocca con le mani, il pianto finì per essere udito da un soldato. Senza scendere dal cavallo questi sparò subito alla testa di una bambina. Con calma ricaricò il fucile e poi mirò alla testa dell'altra. Infine fece fuoco sul corpo della donna che, malgrado la grave ferita, si finse morta. Il soldato usò poi il fucile per spiarla sotto i vestiti e finalmente ripartì. La donna riuscì successivamente a salvarsi grazie alle cure di un medico ma, fra gli scampati al massacro, soltanto in pochi ce l'hanno fatta.

Il 3 gennaio 1891, appena cinque giorni dopo quei fatti, sarà pubblicato un editoriale ad Aberdeen (SD) in cui è scritto:

Il primo Pioniere ha dichiarato che la nostra sicurezza dipende solo dal totale sterminio degli Indiani. Dobbiamo cancellare dalla faccia della terra queste creature non addomesticate né addomesticabili”.

Questa apologia del genocidio fu firmata dallo scrittore L. Frank Baum.

La stessa mano che dieci anni dopo ci regalò “Il meraviglioso mago di Oz




Ghost Dance
Robbie Robertson & The Red Road Ensemble

Crow has brought the message
to the children of the sun
for the return of the buffalo
and for a better day to come

You can kill my body
You can damn my soul
for not believing in your god
and some world down below

You don't stand a chance
against my prayers
You don't stand a chance
against my love
They outlawed the Ghost Dance
but we shall live again,
we shall live again

My sister above
She has red paint
She died at Wounded Knee
like a later day saint

You got the big drum in the distance
blackbird in the sky
That's the sound that you hear
when the buffalo cry

You don't stand a chance
against my prayers
You don't stand a chance
against my love
They outlawed the Ghost Dance
but we shall live again,
we shall live again

Crazy Horse was a mystic
He knew the secret of the trance
And Sitting Bull the great apostle
of the Ghost Dance

Come on Comanche
Come on Blackfoot
Come on Shoshone
Come on Cheyenne

We shall live again

Come on Arapaho
Come on Cherokee
Come on Paiute
Come on Sioux

We shall live again

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